Cyberpunk 2077 e la patch in ritardo: il retroscena fa luce sul motivo

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Nella serata di ieri CD Projekt RED ha annunciato lo slittamento della patch 1.2 alla seconda met di marzo a causa dell’attacco hacker che l’ha colpita nelle scorse settimane. La software house non entrata nei dettagli, ma come nelle ore successive alla comunicazione sono iniziati a circolare i retroscena sulla genesi della decisione. Secondo quanto ricostruito da Bloomberg, che ha parlato con persone vicine ai fatti (ovviamente anonime), il ritardo della patch si deve a un semplice fatto: la maggior parte degli sviluppatori, costretti a lavorare a distanza a causa delle norme COVID, non ha potuto accedere alle workstation nelle scorse due settimane.

L’attacco a CD Projekt RED infatti avvenuto per mezzo di un ransomware che ha cifrato i contenuti sulla rete. La software house si rifiutata di pagare il malintenzionato in modo da ottenere le chiavi per decriptare i propri file e quindi ha dovuto sostanzialmente ripristinare tutti i sistemi tramite backup.

Il processo ha ovviamente richiesto tempo e i dipendenti, a distanza, non potevano collegarsi alla VPN aziendale per accedere agli strumenti necessari per svolgere il loro lavoro. “Nonostante la vacanza non pianificata”, scrive Bloomberg, “l’hack stato un incubo per i dipendenti. Gli attaccanti potrebbero aver avuto accesso alle loro informazioni personali, inclusi numeri di identificazione nazionali e dettagli del passaporto“.

CD Projekt RED avrebbe quindi chiesto ai dipendenti non solo di segnalare la violazione di sicurezza alle parti interessate, ma anche di spedire i loro computer al personale IT per svolgere una scansione alla ricerca di malware o altre intrusioni. Quando si dice che la prudenza non mai troppa…

Insomma, il ritardo non sembra una scusa per prendere tempo ma una vera e propria necessit legata a quanto avvenuto nelle scorse settimane. Piove sempre sul bagnato, dopo le tante (e giuste) critiche per la versione “old gen” del titolo che l’hanno travolta, anche l’attacco hacker: l’azienda polacca dovr lavorare sodo per recuperare la fiducia degli utenti, indubbiamente messa a dura a prova in questi ultimi mesi.

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